Sono passati tantissimi anni da quando i pellegrini si mettevano in marcia con il cuore in gola e un addio sulle labbra. Un tempo, prima di partire, si faceva testamento: si viaggiava con pochissimo, ci si affidava completamente a Dio e, se si tornava a casa vivi, si gridava al miracolo. Oggi, diciamocelo, le cose sono decisamente cambiate. Per molti il cammino si è trasformato in una vacanza diversa dal solito, in quel turismo esperienziale tanto di moda, e le differenze con il passato sono abissali. L’unico vero comune denominatore rimasto tra ieri e oggi dovrebbe essere la fatica… eppure, a volte, non c’è nemmeno quella.
Sia chiaro, chi scrive è ben lontana dal definirsi una “purista” del viaggio a piedi. Ogni tanto cedere alle tentazioni non solo è umano, ma è anche maledettamente piacevole. È proprio così che nascono quelli che amo definire i lussi in cammino: piccole e grandi comodità da concedersi tra una tappa e l’altra per rigenerare il corpo e lo spirito. Scopriamo insieme i quattro “peccati di gola” che svoltano l’esperienza.
La Camera Privata: Addio Sinfonie di Rantoli e Rulli di Tamburo
Dopo giorni passati a condividere la camerata con perfetti sconosciuti (e i loro inevitabili concerti notturni di rulli e respiri pesanti), la stanza singola diventa un miraggio nel deserto. A volte si tratta di una vera e propria necessità, legata alla mancanza di posti letto o a orari assurdi dei voli di ritorno. Altre volte, invece, è una coccola consapevole che fa benissimo all’anima. Per i veri viziati c’è poi la variante extra lusso: camera privata con bagno interno o, perché no, l’albergo elegante e costoso. Certo, il giorno dopo si perde un po’ di quell’autenticità spartana, ma si riparte belli freschi, profumati e riposati come re.
Trasporto Bagagli: Il Trucchetto Salva-Schiena
Farsi trasportare lo zaino da una tappa all’altra è il segreto di Pulcinella per camminare leggeri e godersi il panorama senza contratture. Questa scelta, però, comporta una regola non scritta ma sacrosanta: preclude l’accesso agli albergue municipali. In queste strutture vige la legge del “chi prima arriva meglio alloggia” ed è giusto lasciarle a chi fatica con il peso sulle spalle. Se avete il budget per pagare un servizio di trasporto bagagli, avrete sicuramente anche i soldi per un alloggio privato. Su questo punto non si sentono ragioni.
Prenotare in Anticipo: Addio Ansia da Posto Letto
C’è chi sostiene che programmare tutto tolga il romanticismo e l’imprevedibilità tipici dell’avventura. Sarà anche vero, ma quando i chilometri sulle gambe iniziano a pesare o ci si trova a percorrere gli ultimi 100 chilometri delle rotte più frequentate, sapere già dove stendere il sacco a pelo (o sacco lenzuolo) è un aiuto prezioso. Diventa una comodità indispensabile per evitare lo stress di una caccia al tesoro notturna quando l’unica cosa che si desidera è una doccia.
I Pasti al Ristorante: Coccolati a Tavola
Mangiare serviti e riveriti è un lusso indiscusso, soprattutto se si è partiti con un budget giornaliero ridotto all’osso o con l’idea di fare un cammino “in povertà”. Ci sono situazioni, tuttavia, in cui il ristorante diventa l’unica ancora di salvataggio. Pensiamo alla Spagna, dove la domenica capita spesso di trovare il classico “todo cerrado”. Se non avete scorte nello zaino, le uniche alternative restano i distributori automatici degli ostelli o, appunto, una sedia comoda in un bistrot. Un piccolo avviso ai naviganti vegetariani e vegani: controllate sempre con attenzione gli ingredienti di ogni piatto oltre i Pirenei, perché il tonno ha la magica tendenza a nascondersi anche nei panini spacciati per “vegetal”.
foto: scorci di Via Francisca del Lucomagno
