Il fiume Ticino

Il Ticino, dal suo inizio a Sesto Calende, dove emerge dal Lago Maggiore, fino al Ponte della Becca, dove confluisce nel Po, si presenta come un corridoio verde, un’oasi di natura che attraversa la pianura lombarda. Questo tratto del fiume, incastonato in un parco naturale, offre un’esperienza di discesa in kayak o canoa, un’avventura che richiede preparazione e rispetto per l’ambiente.

Il viaggio può essere affrontato in un’unica soluzione, bivaccando sulle sue sponde. È importante ricordare che, pur essendo possibile bivaccare secondo le note regole, non è consentito campeggiare né accendere fuochi liberi a meno di cento metri dalla vegetazione. L’uso di un fornello a gas è invece permesso, ideale per un pasto caldo dopo una giornata di remi. In alternativa, per chi preferisce un approccio meno impegnativo, la discesa può essere spezzata in più tappe, sfruttando i collegamenti ferroviari. Questa opzione è particolarmente adatta per chi utilizza un kayak gonfiabile. Tuttavia, è bene prepararsi con un buon carrellino da trasporto, dato che le stazioni di Vigevano e Turbigo distano rispettivamente oltre tre chilometri e un chilometro e mezzo dal fiume.
Va un po’ meglio a Pavia, con la stazione distante solo 1 km dal pontile del Cus Pavia, in posizione perfetta per entrare e uscire dal fiume.
Al ponte della Becca non ci sono mezzi di trasporto, o vi fate venire a prendere o chiamate un taxi. In alternativa potreste proseguire sul Po fino a Corte Sant’Andrea e da li raggiungere la stazione ferroviaria di Orio Litta, a 4 km di distanza. Noi lo abbiamo fatto e avevamo ancora il vecchio carrellino, quello del mercato e non il nostro praticissimo Eckla Beach rolly.

Vi riportiamo le distanze: da Sesto Calende al Ponte della Becca si discende il fiume per 110 km che scendono a 91 nel caso vi fermaste a Pavia e salgono a ben 136 se raggiungete Corte Sant’Andrea.

La tappa da Sesto Calende a Turbigo misura 33 km, quella da Turbigo a Vigevano circa 32 e finalmente da vigevano a Pavia 40 km.

Il percorso fluviale è ricco di peculiarità e richiede attenzione. Ci sono due trasbordi da affrontare. Il primo, un po’ complicato per il rientro in acqua, si trova presso la diga della Miorina. Il secondo, più lungo, di circa un chilometro, è necessario alla diga di Porto della Torre. Quando si arriva al Ponte di Boffalora Ticino, è consigliabile imboccare il canale laterale sulla destra, prestando attenzione alle bocche da presa che si incontrano poco più avanti. Un punto che necessita particolare cautela è il passaggio sotto al ponte di Vigevano. È fondamentale fermarsi prima sulla sponda sinistra per una ricognizione attenta, verificando la situazione della corrente e l’eventuale presenza di ostacoli.

Il Ticino è un fiume vivo, con una corrente a tratti piuttosto forte. Durante i periodi di piena, il fiume tende ad ammassare tronchi e altri detriti, che possono diventare ostacoli insidiosi, specialmente nelle curve in corrente. La prudenza non è mai troppa su un fiume: per chi è alle prime armi, è vivamente consigliato frequentare un corso presso un canoa club o, quantomeno, farsi accompagnare da persone esperte. Il fiume non scherza, e la sicurezza deve essere sempre al primo posto.

Per chi volesse familiarizzare con il tratto iniziale prima di scendere in acqua, il sentiero E1 offre la possibilità di una ricognizione a piedi o in bicicletta da Sesto Calende fino a Bernate. Questo permette di apprezzare la bellezza del paesaggio e di studiare il percorso da una prospettiva diversa.

Qui trovate i video della discesa.

Da Sesto Calende al Panperduto:

Dal Panperduto a Turbigo:

Da Turbigo a Vigevano prima parte:

Da Turbigo a Vigevano ultima parte:

Due giorni da Vigevano a Corte Sant’Andrea

Giorno 1 da Vigevano a Bereguardo

Giorno 1 da Bereguardo alla Becca

Giorno 2 dalla Becca a Corte Sant’Andrea