Il fiume Adda

La nostra avventura in kayak lungo il fiume Adda, partendo da Lecco, è un viaggio attraverso la storia e la natura della Lombardia, un’esperienza che unisce fatica e meraviglia. L’idea di discendere l’Adda fino alla sua confluenza nel Po è stata a lungo un sogno e finalmente ci siamo lanciati, ma con una consapevolezza importante: non siamo professionisti e i nostri kayak sono gonfiabili. Per questo motivo, il tratto più impervio, quello che da Paderno d’Adda arriva a Cassano, lo abbiamo saggiamente saltato. La forra e la serie di sbarramenti e rapide presenti in questa zona, con una difficoltà troppo alta per i nostri mezzi e le nostre abilità, sarebbero stati un rischio inutile. La ricognizione a piedi, percorrendo i sentieri del Parco Adda Nord e Sud, è comunque un’opzione per chi volesse ammirare il fiume in tutta la sua lunghezza, da Lecco fino a Lodi.

Il nostro viaggio inizia a Lecco, dove l’Adda esce dal lago di Como. Subito dopo la partenza, una delle prime tappe è il trasbordo per superare la diga di Olginate. Questo primo tratto si snoda attraverso un paesaggio che varia dal fitto bosco a zone più aperte, dove si possono ammirare ville storiche e piccoli centri abitati. La navigazione è tranquilla, l’acqua scorre placida e il paesaggio circostante si offre in tutta la sua bellezza. Lungo il percorso, è affascinante notare come diversi corsi d’acqua, come il torrente Molgora,il Brembo, il Serio e il canale Vacchelli si immettano o escano dall’Adda, contribuendo a disegnare un intricato reticolo idrico.

Saltato il tratto più impegnativo, riprendiamo il nostro percorso a valle di Cassano d’Adda. Il paesaggio cambia gradualmente, e il fiume inizia a mostrare un’indole più vivace. È in questo tratto, da Cassano a Lodi, che si incontrano diverse rapide. Pur non essendo di livello elevato, queste rapide richiedono attenzione. Il pericolo maggiore non è tanto la corrente, quanto la presenza di tronchi e rami caduti in alveo, trasportati dalle piene stagionali. Queste piene sono un fenomeno costante che anno dopo anno modifica il tracciato del fiume, erodendo le sponde e cambiando la traiettoria delle curve. Lungo il tragitto, gli ostacoli da superare non mancano. Abbiamo dovuto affrontare una serie di trasbordi, sette per la precisione, che scandiscono il nostro viaggio e rappresentano un momento di pausa e di riorganizzazione. Dopo la diga di Olginate, abbiamo dovuto superare lo sbarramento di Rivolta d’Adda, la diga del canale Vacchelli, lo sbarramento di Spino d’Adda, una diga a Lodi, la diga di Pizzighettone e, infine, il salto di Bocca d’Adda, la confluenza con il Po.

Per i nostri spostamenti, il treno si è rivelato un alleato prezioso, permettendoci di superare agevolmente i tratti non navigabili e di riprendere il viaggio più a valle. Avere un kayak gonfiabile facilita enormemente l’uso dei mezzi pubblici. Per i trasbordi, il carrello Eckla Beach Rolly in nostro possesso si è dimostrato uno strumento indispensabile. Questo carrello è perfetto per trasportare l’attrezzatura e il kayak, anche quando è già gonfiato, rendendo le operazioni di portage molto più semplici e meno faticose.

Il panorama continua a stupire, offrendo scorci di una natura ancora selvaggia, nonostante la vicinanza a grandi centri abitati. Le rive sono un susseguirsi di salici e pioppi, mentre l’acqua, a tratti verde e limpida, riflette il cielo e gli alberi circostanti. Vediamo aironi, cormorani e talvolta un martin pescatore che sfreccia sull’acqua. L’Adda è un ecosistema vivo e in continua evoluzione, e questa discesa in kayak ne è la prova. Il viaggio si conclude là dove l’Adda si tuffa nel grande Po, un ultimo trasbordo che segna la fine di un’avventura indimenticabile, un viaggio fatto di fatica, ma anche di pura contemplazione e profondo rispetto per la natura.

Un’ultima fatica e dopo una dozzina di km di navigazione lungo il Po arriviamo a Cremona, dove è possibile utilizzare il treno per tornare a casa.

Le distanze: da Lecco al pontile della diga di Robbiate ci sono circa 26 km, da Cassano d’Adda a Lodi altri 30 km, da Lodi a Pizzighettone 45 km e infine da Pizzighettone a Cremona 26 km.

Lungo il primo tratto troverete diversi punti in cui fermarvi per un caffè o un pranzo, tra cui Brivio, antica sede dei Conti di Lecco. Più difficile trovare ristori tra Cassano e Lodi, il locale alla lanca di Comazzo è spesso chiuso e l’unico altro ristoro è vicinissimo a Lodi, giusto un paio di km prima. Da Lodi a Pizzighettone è possibile rifocillarsi a Gombito, poco dopo la confluenza con il fiume Serio e a Formigara, circa 8 km più avanti. Dopo Pizzighettone potrete fermarvi a mangiare a Crotta d’Adda, a circa 8 km di distanza ma poi più nulla fino a Cremona.

Troverete stazioni ferroviarie a Lecco, Paderno d’Adda, Cassano d’Adda, Lodi, Pizzighettone e Cremona. L’assenza di trasporto pubblico tra Paderno e Cassano è un altro dei motivi che per ora ci ha fatto desistere dal tentare quel tratto di fiume.

Qui trovate la nostra playlist completa dell’Adda, comprendente anche la ricognizione a piedi.

Alcuni dei nostri video:

Da Lecco a Paderno d’Adda con il kayak Seawave:

Da Cassano a Lodi con il kayak Swing 2 MY 2025:

Da Lodi a Gombito con lo Swing 2:

Da Gombito a Pizzighettone con lo Swing 2:

Da Pizzighettone a Bocca d’Adda con lo Swing 2:

Da Bocca d’Adda a Cremona con il kayak Swing 2: