La tredicesima tappa del Cammino Francese rappresenta uno degli ultimi tratti capaci di offrire una certa varietà di paesaggi prima di addentrarsi completamente nelle sterminate e piatte distese delle Mesetas. Il percorso, lungo circa ventotto chilometri, si snoda da Hontanas fino a Boadilla del Camino e presenta una prevalenza di tratti in discesa, pur non mancando di un paio di asperità da affrontare con la dovuta calma.
La partenza di prima mattina da Hontanas regala un clima fresco e una piacevole atmosfera di tranquilla routine tra i pellegrini che si apprestano a mettersi in marcia. Dopo pochi chilometri dalla partenza si incontrano i maestosi resti del Convento di Sant’Anton, risalente al quattordicesimo secolo. Incontrarlo nelle prime ore del mattino, mentre la luce dell’alba inizia appena a rischiarare le antiche arcate che scavalcano la strada, offre un’esperienza visiva davvero suggestiva e ricca di magia.
Proseguendo lungo il sentiero si raggiunge ben presto Castrojeriz. Il paese accoglie i camminatori dominato dall’alto dal suo castello arroccato sulla collina e caratterizzato dalle sue imponenti strutture religiose, come le storiche chiese cittadine che mostrano splendidi rosoni e portali d’ingresso.
All’uscita da Castrojeriz ci si trova subito di fronte alla principale difficoltà altimetrica della giornata: la salita all’Alto de Mostelares. Sebbene la celebre guida Gronze la definisca in modo quasi drammatico come la collina della morte, si tratta in realtà di un rilievo di circa centoquarantacinque metri di dislivello. La salita è breve ma intensa e, se affrontata nelle prime ore del mattino con il fresco, risulta assolutamente gestibile. L’ascesa regala una splendida vista panoramica su Castrojeriz e permette di osservare i numerosi nidi scavati dagli uccelli lungo la parete argillosa del colle.
Dalla cima dell’Alto de Mostelares il paesaggio inizia ad aprirsi e a mostrare la vasta pianura sottostante. Continuando a camminare, la vegetazione cambia gradualmente man mano che ci si avvicina al corridoio verde tracciato dal corso del Rio Pisuerga. Questa striscia di alberi e piante rigogliose offre una piacevole parentesi d’ombra lungo il tragitto.
Un momento di sosta imperdibile prima di attraversare il fiume è l’Ermita de San Nicolas, situata nei pressi di Puente Fitero. Questo antico ospitale è gestito dai volontari della Confraternita di San Jacopo di Perugia. Qui i pellegrini italiani ed internazionali possono trovare un’accoglienza calorosa, ricevere un timbro sulla credenziale e gustare un ottimo caffè espresso preparato secondo la tradizione italiana.
Superando l’imponente struttura in pietra di Puente Fitero sul Rio Pisuerga, si saluta la provincia di Burgos per entrare ufficialmente in quella di Palencia. Poco più avanti si incontra il centro abitato di Ittero della Vega, luogo ideale per fare una sosta prolungata e gustare una ricca porzione di tortilla de patatas prima di riprendere il cammino.
Il tratto finale della tappa affianca il Canale del Pisuerga, un’opera idraulica fondamentale per l’irrigazione che mantiene verdi i campi circostanti a differenza delle aree più aride. Anche se nell’arco di trenta minuti le condizioni meteo possono cambiare, facendo spuntare un sole cocente che scalda l’aria estiva, la meta è oramai vicina.
L’arrivo a Boadilla del Camino segna il felice compimento della tappa. Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione durante la pianificazione è la verifica delle strutture ricettive aperte. L’utilizzo di applicazioni aggiornate come Camino Ninja si rivela indispensabile per accertarsi dei punti di accoglienza disponibili, evitare brutte sorprese legate a chiusure improvvise e organizzare al meglio i giorni successivi. Una volta arrivati a destinazione, ci si può finalmente godere il meritato riposo e un piacevole aperitivo nel giardino dell’albergue, festeggiando un altro importante traguardo raggiunto lungo la via per Santiago.
Qui il link al video, buon cammino!