Via Francisca del Lucomagno

Un viaggio a passo lento attraverso la Lombardia, dalle rive del Lago di Lugano fino al cuore di Pavia: questo è il tratto italiano della Via Francisca del Lucomagno. Un antico percorso romano-longobardo che dalla Svizzera scende verso la pianura, offrendo un’esperienza ricca di natura, arte e spiritualità lungo un totale di circa 138 chilometri.

Il profilo altimetrico del cammino mostra una netta divisione. La parte iniziale è caratterizzata da un andamento prealpino, con saliscendi che regalano scorci panoramici sui laghi e le valli varesine. L’altitudine massima raggiunta in territorio italiano si attesta intorno agli 844 metri. Superata la zona di Varese, il percorso si addolcisce e degrada progressivamente in una vasta pianura. Da questo punto in poi, il cammino procede quasi interamente in piano, seguendo il corso di fiumi come l’Olona e soprattutto le alzaie dei navigli che guidano il viandante dolcemente verso la destinazione finale.

Per chi desidera affrontare il percorso in cinque giorni, è possibile suddividerlo in tappe di diversa lunghezza. La prima frazione conduce da Lavena Ponte Tresa fino alla Badia di Ganna, per una distanza di circa 14 chilometri. È un inizio suggestivo che costeggia il Lago di Ghirla e si immerge nel verde del Parco dell’Argentera.

La seconda tappa, decisamente più impegnativa, copre la distanza di circa 34 chilometri da Ganna fino all’area di Gazzada. In questo lungo tratto si attraversa il Parco del Campo dei Fiori e si incontra uno dei gioielli del percorso, il Sacro Monte di Varese, un complesso devozionale dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Il cammino prosegue poi scendendo verso Varese e continuando in direzione sud.

Il terzo giorno di cammino porta da Gazzada a Busto Arsizio, per un totale di circa 21 chilometri. Questa tappa entra nel cuore della Valle Olona, un’area dove la natura si intreccia con interessanti esempi di archeologia industriale. Lungo il percorso si sfiora un altro sito UNESCO, il Monastero di Torba a Castelseprio, testimonianza longobarda di grande fascino.

La quarta sezione del viaggio è un’altra tappa lunga, di circa 35 chilometri, che collega Busto Arsizio ad Abbiategrasso. Il paesaggio cambia radicalmente, abbandonando le valli per entrare nel Parco del Ticino. Qui l’acqua diventa protagonista: il percorso segue le alzaie del Naviglio Grande, passando per antichi borghi e cascine, un’immersione totale nella campagna lombarda.

L’ultima tappa, da Abbiategrasso a Pavia, si sviluppa per quasi 35 chilometri. Si continua a camminare lungo le vie d’acqua, incontrando il Naviglio di Bereguardo e la splendida Abbazia di Morimondo, un capolavoro dell’architettura cistercense. L’arrivo a Pavia è monumentale, segnato dall’iconico Ponte Coperto sul Ticino, che introduce alla città e alla meta finale del pellegrinaggio.

Il punto d’arrivo della Via Francisca è la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, che custodisce le spoglie di Sant’Agostino. Questo luogo non rappresenta solo una fine, ma anche un importante crocevia di percorsi. Qui, infatti, la Via Francisca del Lucomagno si congiunge con la ben più nota Via Francigena, offrendo ai pellegrini la possibilità di proseguire il loro viaggio verso Roma. Pavia è un vero snodo per i camminatori, punto di incontro anche con il Cammino di Sant’Agostino e la Via degli Abati, creando una rete di percorsi che permette di esplorare la storia e la spiritualità del nord Italia e oltre.

Qui di seguito il link alla playlist. Buone pagaiate!