Il Lago di Monate si rivela un luogo ideale per chi desidera avvicinarsi al mondo dello stand up paddle o semplicemente godersi una giornata di pagaiata in totale tranquillità. Le sue acque si presentano particolarmente pulite e calme, caratterizzate da un fondale sabbioso che infonde sicurezza fin dai primi metri. Nel corso di una recente escursione, Cesare e Giulia del canale DueInCammino e in kayak hanno condiviso la loro esperienza alle prese con la seconda uscita in assoluto su una tavola da stand up paddle, mettendo alla prova due modelli differenti della linea Kame di Jbay.zone e offrendo spunti preziosi per chiunque voglia cimentarsi in questa attività sportiva.
La scelta della tavola rappresenta il fattore principale per determinare la stabilità e la facilità di apprendimento. Durante il test, Giulia ha utilizzato il modello Kame B266b, caratterizzato da una lunghezza di 320 cm e una larghezza di trentatré pollici, ovvero ottantaquattro centimetri. Questa misura garantisce un volume maggiore e una notevole stabilità primaria, ottimale per i principianti che cercano di stare in piedi fin dal primo tentativo senza troppi timori. Cesare ha invece testato la versione Kame k260Y, più stretta con i suoi trenta pollici di larghezza, equivalenti a settantasei centimetri e una lunghezza pari a 330 cm.
Questa seconda tavola risulta più scorrevole e reattiva, ma richiede indubbiamente una maggiore dose di equilibrio e un lavoro muscolare più attivo da parte delle gambe. Entrambi i prodotti si distinguono per la straordinaria leggerezza, con un peso che si attesta intorno agli otto chilogrammi a tavola, permettendo un trasporto agevole all’interno degli zaini in dotazione anche per tratti a piedi dal parcheggio fino alla riva del lago.
Un primo suggerimento pratico emerso dall’esperienza riguarda la fase di preparazione, in particolare il gonfiaggio. Raggiungere gli ultimi livelli di pressione consigliati utilizzando esclusivamente la pompa manuale può risultare molto faticoso e dispendioso in termini energetici. Per questa ragione, dotarsi di una pompa elettrica da collegare all’auto si rivela una scelta saggia per preservare le forze da dedicare alla successiva attività in acqua. Una volta iniziato a navigare, si nota subito che la stabilità della tavola migliora sensibilmente quando questa è in movimento, poiché il flusso d’acqua sottostante aiuta a mantenere la direzione e l’equilibrio rispetto a quando si rimane fermi nella stessa posizione.
Per quanto riguarda la postura del corpo, i piedi devono essere posizionati paralleli tra loro e distanziati all’incirca alla stessa larghezza delle spalle. Bisogna evitare di allargare eccessivamente le gambe verso i bordi esterni della tavola o di tenere i piedi divergenti a papera, poiché alla lunga queste posizioni errate possono sollecitare in modo scorretto le articolazioni delle ginocchia provocando fastidi. Le gambe non devono mai essere tese o rigide, ma vanno mantenute morbide e leggermente flesse per assecondare le oscillazioni dello specchio d’acqua senza perdere l’equilibrio. Un altro fattore determinante consiste nello sguardo, che deve essere sempre rivolto in avanti verso l’orizzonte o verso la direzione che si intende raggiungere. Guardare costantemente verso il basso o fissare i propri piedi compromette inevitabilmente il baricentro, facilitando le cadute accidentali.
Anche la tecnica di pagaiata richiede alcune accortezze per essere definita efficiente. Il cucchiaio della pagaia deve entrare completamente nell’acqua durante la fase di spinta. Se durante il movimento si avverte un forte rumore di scroscio, significa che la pagaia è troppo alta e che non si sta imprimendo la forza in modo corretto, riducendo l’efficacia dello spostamento. Il movimento ideale prevede di mantenere il fusto della pagaia il più possibile vicino e parallelo al fianco della tavola. Per chi muove i primi passi, la pagaia può essere considerata anche come una sorta di appoggio d’emergenza: fare una presa salda sul volume dell’acqua crea infatti una resistenza che può aiutare a stabilizzarsi e a recuperare l’equilibrio nel caso in cui si avverta un’oscillazione improvvisa.
Il confronto ravvicinato con il kayak mette in luce differenze non solo tecniche, ma anche psicologiche. Mentre i kayak da turismo veloce spingono l’utilizzatore a cercare la velocità e la prestazione atletica, lo stand up paddle invita intrinsecamente a un turismo lento e rilassato. La posizione eretta regala una prospettiva completamente nuova e privilegiata sull’ambiente circostante, consentendo di osservare nitidamente il fondale e di avvicinarsi con delicatezza alla vegetazione delle sponde. Si nota inoltre che la fauna lacustre, come anatidi e svassi, si mostra meno intimorita dalla presenza di una persona in piedi su una tavola rispetto a chi naviga su un kayak, agevolando incontri ravvicinati con la natura. A differenza del kayak, la tavola da stand up paddle possiede esclusivamente una stabilità primaria, il che significa che non tollera inclinazioni laterali marcate sui fianchi, pena il finire direttamente in acqua. Coprire una distanza compresa tra i sette e i dodici chilometri rappresenta l’intervallo ideale per una sessione soddisfacente, capace di coniugare esercizio fisico e contemplazione del paesaggio.
Per chi desidera intraprendere questa attività o rinnovare la propria attrezzatura nautica per la stagione estiva, è possibile usufruire di un’opportunità vantaggiosa.
Inserendo il codice sconto dueincamminoeinkayak10 al momento dell’acquisto sul sito ufficiale jbay.zone, si ottiene una riduzione del dieci percento sul prezzo totale. Questa promozione è applicabile sia per l’acquisto delle tavole da stand up paddle della linea Kame impiegate durante l’escursione, sia per il kayak gonfiabile modello Neon, offrendo una valida soluzione per ogni tipologia di appassionato di sport acquatici.