Nel mondo del kayak e del paddleboard gonfiabile, uno dei momenti meno amati è certamente la preparazione dell’attrezzatura prima di scendere in acqua. Dopo anni passati a utilizzare pompe manuali, abbiamo deciso di testare una soluzione che promette di cambiare le regole del gioco: la pompa elettrica ricaricabile Mojimdo. In questo stress test abbiamo messo alla prova il dispositivo gonfiando consecutivamente tre imbarcazioni molto diverse tra loro per volume e pressione, per capire se può davvero sostituire il lavoro manuale e quante ricariche può garantire una singola batteria.
Caratteristiche tecniche e primo impatto
La pompa Mojimdo si presenta come un dispositivo compatto, lungo circa 27 centimetri inclusa la maniglia, e facilmente trasportabile grazie alla borsa in dotazione. La sua caratteristica principale è la doppia alimentazione che permette di caricarla tramite la presa a 12V dell’auto o di utilizzarla in totale autonomia grazie alla batteria interna da 13500 mAh. Il kit include sei diversi ugelli, rendendola compatibile con la maggior parte delle valvole in commercio, dalle classiche Boston alle Halkey-Roberts utilizzate sui kayak di fascia alta. Il display digitale è intuitivo e permette di monitorare la pressione in tempo reale, offrendo la possibilità di scegliere tra bar e PSI e di impostare lo spegnimento automatico al raggiungimento della pressione desiderata.
La prova sul campo: tre kayak a confronto
Il nostro test è iniziato con il kayak Jbay.Zone Neon, un modello ibrido con fondo drop-stitch a 5 PSI e tubolari a 3 PSI. La pompa ha completato l’operazione in circa 7 minuti e mezzo, mostrando un funzionamento a doppio stadio molto efficiente che passa da un alto volume d’aria iniziale a una spinta ad alta pressione quando la camera d’aria inizia a riempirsi. Successivamente siamo passati al Gumotex Seawave, un kayak noto per il suo grande litraggio d’aria. Nonostante il volume superiore, la Mojimdo ha concluso il lavoro in poco meno di 9 minuti senza mostrare segni di surriscaldamento eccessivo, confermando la bontà del sistema di raffreddamento integrato.
La sfida dell’alta pressione con l’Itiwit X500
La vera prova del fuoco è stata il gonfiaggio dell’Itiwit X500 di Decathlon, un kayak interamente in drop-stitch che richiede una pressione di 15 PSI. Questa è la situazione in cui le pompe elettriche economiche solitamente falliscono, ma la Mojimdo ha risposto bene portando a termine il compito in circa 6 minuti e 43 secondi per l’intera struttura. Al termine di questa maratona di gonfiaggio, che ha visto tre kayak pronti all’uso uno dopo l’altro, l’indicatore della batteria segnava ancora una carica residua tra il 30% e il 70%, un risultato eccellente considerando lo sforzo richiesto.
Considerazioni finali e consigli d’uso
Vale la pena acquistare questa pompa elettrica? La risposta è sì, soprattutto se si considera il risparmio di energia fisica prima della pagaiata. Sebbene un adulto allenato possa essere leggermente più veloce con una pompa manuale, il vantaggio della Mojimdo sta nel permettere di svolgere altre operazioni, come preparare i calzari o le sacche stagne, mentre il kayak si gonfia autonomamente. Il prezzo competitivo e l’affidabilità dimostrata nel raggiungere alte pressioni la rendono un investimento consigliato per chi esce spesso in acqua. Un piccolo suggerimento pratico è quello di far riposare il dispositivo per qualche minuto tra un kayak e l’altro per preservare la durata delle guarnizioni e dei componenti interni, specialmente nelle giornate più calde.
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Qui trovate il video completo della prova: