Sembra il nome di un luogo da fiaba ma in realtà esiste veramente e si trova nella piana del Siccomario, vicino Pavia e deve il suo nome alla confluenza tra il Ticino e il Po. E’ una zona che abbiamo frequentato spesso sia in kayak che a piedi, data la presenza di ben quattro Cammini che passano da Pavia: Via Francigena, Via degli Abati, Via Francisca del Lucomagno e Cammino di Sant’Agostino.

Pensate che proprio quest’ultimo è seppellito in una grande arca nella chiesa di San Pietro in Ciel D’oro. Oggi però vi porteremo in un luogo diverso, attraversando il Ponte Coperto e costeggiando il fiume in direzione di Borgo Ticino.

Camminando tra boschetti di pioppi, ontani e carpini arriviamo alla panchina gigante di Siccomario ma non è questa la nostra meta odierna. Continuiamo verso l’estremità della piana e dopo aver attraversato alcuni campi avvistiamo finalmente la Grande foresta.

Non così grande, se permettete un parere ma pazienza, vorrà dire che la confluenza tra i due fiumi sarà ancora più vicina, o no? Scopritelo nel video pubblicato oggi sul nostro canale youtube!

Una curiosità: Il nome Siccomario comparve per la prima volta in un documento del 1099 riguardante una vendita di beni da parte della abbazia di San Maiolo in Pavia, sotto la forma Sigemarius, forse da un nome di persona di origine germanica, proprietario terriero della zona. Almeno dall’851 è documentato a Pavia, allora capitale del regno d’Italia, un “monasterium Sigemarii” probabilmente fondato da un ecclesiastico di origine alemanna, Sigemarius, giunto in città a seguito della conquista franca. L’ente ecclesiastico scomparve nel corso del X secolo, ma la parte del patrimonio che aveva posseduto fra Ticino e Po fu da allora denominata Sigemarium.

Ne facemmo cenno in un altro nostro video, sempre girato nella piana del Siccomario ma con un tracciato differente, comprendente anche il Santuario del Novello e che trovate qui:

Il santuario di Santa Maria del Novello sorge nell’area golenale prossima all’argine maestro sinistro del Po.
La tradizione popolare vuole posta a protezione dalle piene del Grande Fiume.
La costruzione, realizzata su un’antica cappelletta ed avvenuta ad opera della famiglia Bonacossa, risale alla fine del 1500. All’interno del santuario è possibile tutt’oggi ammirare l’affresco originale dell’antica cappelletta. In stato di rovina alla fine del 1800, la costruzione fu recuperata nel 1922 e da allora si festeggia il la sua rinascita l’ultima domenica di agosto.

Sono entrambe due belle passeggiate adatte alla primavera e all’autunno, attenzione in caso di pioggia nel giorni precedenti perchè è possibile trovare molto fango, specialmente avvicinandosi alla Grande foresta.

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