La seconda tappa del Cammino Francese regala una boccata d’ossigeno dopo le fatiche iniziali della partenza. Rispetto alla giornata precedente, il percorso da Roncisvalle a Larrasoaña si rivela decisamente più clemente dal punto di vista altimetrico, pur mantenendo quel mix di realismo, fango e asfalto che contraddistingue i sentieri spagnoli. Se state pianificando i vostri giorni di cammino, ecco cosa c’è da sapere per affrontare al meglio questa tratta.
Logistica e Consigli Pratici sul Percorso
La lunghezza complessiva della tappa non è eccessiva e la presenza di salite importanti si concentra principalmente intorno ai chilometri 7 e 14, oltre a una serie di continui saliscendi nel tratto finale. Dal punto di vista dell’approvvigionamento di cibo e acqua la situazione è ottimale: si incontrano bar, ristoranti e piccoli negozi (tiendas) nei centri di Burguete, Espinal e Zubiri.
Un dettaglio importante riguarda la gestione dei tempi legata alla colazione. Molti alloggi servono la colazione del pellegrino non prima delle ore 7:00. Questo comporta una conseguenza inevitabile: nei primi quindici o trenta minuti di cammino i sentieri si popolano improvvisamente di moltissime persone che partono in contemporanea. Se preferite camminare in solitudine o desiderate anticipare i tempi per evitare il caldo pomeridiano, conviene valutare l’acquisto di provviste la sera precedente per potersi mettere in marcia all’alba, sfruttando magari i servizi di Burguete (situata a meno di 3 chilometri da Roncisvalle) per un secondo caffè.
Per quanto riguarda i negozi successivi, è presente un punto vendita anche all’arrivo a Larrasoaña, ma per una maggiore sicurezza è consigliabile prediligere prodotti confezionati e verificarne la scadenza.
Tra Boschi e Realtà dei Sentieri Spagnoli
Uscendo dai paesi baschi si attraversa una combinazione di boschi rigogliosi ed elementi geometrici ricorrenti come i gradini di pietra o terra. Un consiglio per la sicurezza: quando il fondo è bagnato o umido, le scalinate in pietra diventano estremamente scivolose. In questi casi è sempre preferibile camminare sulla porzione di terreno battuto adiacente ai gradini per evitare brutte cadute.
Inoltre, occorre sfatare un piccolo mito bucolico: una parte costante del cammino si sviluppa su tratti asfaltati o piste cementate. Sebbene l’ombra della vegetazione offra un ottimo riparo quando la temperatura inizia a salire, la durezza del fondo stradale mette alla prova le articolazioni. Massima attenzione va prestata anche alle cosiddette “lame” di roccia sul sentiero, sulle quali è facile distorcere una caviglia se ci si distrae a scattare foto o registrare video mentre si cammina.
Il Cuore della Tappa: Zubiri e la Leggenda del Ponte della Rabbia
A circa metà percorso si raggiunge Zubiri, un centro perfetto per una sosta rigenerante a base di tortilla de patatas nella piazza principale. Il vero simbolo del paese è però il suo ponte medievale sul fiume Arga, noto come il “Ponte della Rabbia”, a cui è legata un’affascinante leggenda locale.
Si racconta che durante la costruzione del ponte gli operai incontrarono enormi difficoltà nel consolidare le fondamenta del pilone centrale. Scavando più a fondo nel terreno, rinvennero il corpo intatto e profumato di Santa Chiteria, antica protettrice degli animali contro l’idrofobia. Da quel momento, la tradizione vuole che facendo compiere tre giri attorno al pilone centrale del ponte a un animale affetto da rabbia, questo guarisca miracolosamente (o ne rimanga immune se sano).
L’Arrivo a Larrasoaña
Superato Zubiri, il cammino prosegue costeggiando il corso del fiume fino a Larrasoaña. All’ingresso del paese spicca una ex badia del dodicesimo secolo in stile romanico nella Valle dell’Esteribar, storico punto di transito per migliaia di pellegrini.
Il modo migliore per concludere la giornata, prima di raggiungere l’albergo per la notte, è sfruttare l’accesso al Rio Arga vicino al ponte del paese. Immergere i piedi stanchi nell’acqua fresca del fiume (o concedersi un vero e proprio bagno nella piccola piscina artificiale creata dalla corrente) rappresenta il perfetto rituale di recupero per preparare il corpo alle tappe successive.