La bellezza di dedicarsi a diverse discipline sportive risiede nella libertà di poter scegliere ogni volta l’esperienza più adatta al momento e al contesto naturale. Una delle mete più suggestive per chi ama le attività acquatiche nel varesotto è senza dubbio il lago di Monate, un piccolo specchio d’acqua di circa otto chilometri di circonferenza incastonato tra il Lago Maggiore e il lago di Varese. Questo luogo si presta perfettamente a una giornata di esplorazione lenta, permettendo di immergersi in un paesaggio dove la natura sembra ancora dettare le sue regole.
L’ultima uscita sulla tavola da Stand Up Paddle (SuP) ha confermato quanto questo sport possa essere gratificante, anche per chi è solo alle prime armi. Percorrere dieci chilometri pagaiando richiede impegno fisico, almeno per me visto che era la prima volta, ma la soddisfazione che si prova una volta tornati a riva ripaga ampiamente la fatica. Un elemento che ha facilitato notevolmente l’approccio con la tavola è stata l’esperienza pregressa accumulata in anni di kayak gonfiabile. La memoria motoria e la confidenza con l’acqua rendono infatti più naturali i movimenti necessari per mantenere la stabilità e direzionare la spinta.
Esistono differenze sostanziali tra il SUP e il kayak che influenzano l’intera logistica della giornata. La tavola risulta estremamente pratica per il trasporto, dato che una volta sgonfia può essere riposta comodamente in una sacca a zaino. Tuttavia, la fase di preparazione richiede una certa dose di energia, specialmente se si sceglie di gonfiare la struttura manualmente fino alla pressione di dodici libbre per pollice quadrato, unità di misura anglosassone nota come psi. Senza l’ausilio di una pompa elettrica, questa operazione diventa un vero e proprio allenamento preventivo prima ancora di toccare l’acqua.
Una volta sul lago, la versatilità del SUP emerge chiaramente rispetto alla seduta fissa del kayak. Se si possiede un buon equilibrio è possibile cambiare posizione con facilità, passando dalla stazione eretta a quella in ginocchio o decidendo di sedersi per un momento di pausa. Mentre il kayak stimola solitamente una pagaiata più energica e veloce finalizzata a coprire grandi distanze, la tavola invita a un ritmo più rilassato e contemplativo.
Durante la traversata del lago di Monate è stato possibile ammirare le sponde più selvagge, dove la vegetazione cresce gagliarda e rigogliosa lontano dai centri abitati. Godersi il tempo sulla tavola sotto il sole permette di osservare dettagli del paesaggio che spesso sfuggono quando ci si concentra solo sulla performance atletica. Questa esperienza insegna che lo sport non è solo una sfida contro se stessi o contro il tempo, ma anche un modo per connettersi con l’ambiente circostante e rigenerare lo spirito attraverso la bellezza del territorio.