Il Cammino di Oropa rappresenta una delle esperienze di turismo lento più affascinanti del Piemonte, un percorso che unisce spiritualità, storia e natura in un itinerario indimenticabile verso le Alpi Biellesi. La prima tappa, che si snoda da Santhià a Magnano, costituisce il biglietto da visita di questo cammino e permette di immergersi gradualmente in un paesaggio che muta dalla pianura risicola alle imponenti formazioni collinari della Serra Morenica di Ivrea. Scegliere di percorrere questo tratto significa intraprendere un viaggio che ricalca antiche direttrici medievali, offrendo al pellegrino e all’escursionista un punto di vista privilegiato sulla ricchezza culturale del territorio vercellese e biellese
Per quanto riguarda i dettagli tecnici, la lunghezza complessiva della prima tappa è di circa ventisei chilometri, con un dislivello positivo che si aggira intorno ai trecento metri. Si tratta di un percorso di media difficoltà, principalmente a causa della distanza chilometrica piuttosto che per le pendenze, che risultano dolci e costanti solo nella seconda metà della giornata. Il punto di partenza ufficiale è situato nel centro storico di Santhià, cittadina piemontese strategicamente posizionata lungo la Via Francigena. Da qui il tracciato procede inizialmente su strade secondarie e sentieri pianeggianti, ideali per riscaldare i muscoli e trovare il giusto passo prima di affrontare i tratti più boschivi e collinari
Dopo aver lasciato il centro urbano di Santhià, il sentiero si inoltra verso l’abitato di Cavaglià, dove è possibile fare una prima sosta per ammirare l’architettura locale e rifornirsi d’acqua. Proseguendo nel cammino, il paesaggio inizia a sollevarsi dolcemente verso Roppolo, un borgo dominato dal suo imponente castello medievale. Questo è un punto panoramico di grande rilievo poiché permette di scorgere le acque del Lago di Viverone, creando un contrasto cromatico unico tra il verde della vegetazione e l’azzurro dello specchio lacustre. In questa zona si entra ufficialmente nell’area della Serra Morenica di Ivrea, una delle colline glaciali più lunghe e importanti d’Europa, che caratterizzerà gran parte dell’esperienza visiva del resto della giornata
L’ultima parte del tragitto abbandona definitivamente la pianura per immergersi in una vegetazione rigogliosa dominata da castagni e querce secolari. Il sentiero sale con pendenza regolare offrendo scorci panoramici che spaziano su tutta la pianura sottostante. Poco prima di raggiungere la meta finale, il cammino regala la visione della Chiesa di San Secondo, un capolavoro del romanico situato in una posizione isolata e suggestiva tra i campi. La tappa si conclude nel cuore di Magnano, borgo medievale che conserva intatto il suo fascino antico. Molti pellegrini scelgono di fermarsi presso la vicina comunità monastica di Bose, un luogo rinomato per il silenzio e l’accoglienza, ideale per rigenerare lo spirito e il corpo in vista delle tappe successive che condurranno al Santuario di Oropa.
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